Senato della Repubblica - Legislatura XVI Disegno di Legge N. 1081 - Pag 1/4
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori BRUNO, DE SENA, BIANCHI e MAZZUCONI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 6 OTTOBRE 2008
Norme per la valorizzazione e la salvaguardia dell’area della Magna Grecia
Onorevoli Senatori. – Tra l’VIII ed il VII secolo avanti Cristo, coloni provenienti dalla Grecia cominciarono a stabilirsi, fondandovi diverse città, sulle coste del sud Italia, in corrispondenza delle attuali regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, arrivando sino alle Marche e al Veneto. Verso il III secolo avanti Cristo, le colonie greche dell’Italia meridionale cominciarono a definirsi come facenti parte della cosiddetta «Magna Grecia» (Megàle Hellàs). Il riferimento si presume sia stato coniato nelle colonie stesse per mostrare la loro grandezza verso la «vecchia» Grecia. Il termine «Magna Grecia» si riferisce quindi alle popolazioni e alle civiltà insediatesi in quelle aree, piuttosto che ad una definita entità territoriale e politica. Le colonie, a loro volta, fondarono in Italia altre città, a partire dal III secolo avanti Cristo, prima di cominciare a declinare nel loro splendore, a causa dell’ascesa di
Roma. L’arte, la letteratura e la filosofia greche influenzarono in modo decisivo la vita di queste colonie. In particolare, le poleis della Magna Grecia divennero centri culturali dove si diede molto credito alla cultura. Basti pensare che in questa colonia greca si raggiunse un livello di ingegneria, istruzione, e via dicendo, pari a quello della madrepatria. I coloni ellenici, dopo aver sottomesso le popolazioni indigene, stabilirono fiorenti città con sontuose biblioteche e centri di studi, che formarono i più abili filosofi, letterati e dottori di tutto il bacino del Mediterraneo, costruendo un’epoca d’oro per quelle popolazioni. Questo immenso patrimonio storico e archeologico non ha ancora trovato, a tutt’oggi, adeguata valorizzazione, a causa della mancanza di un approccio unitario orientato alla promozione di tale capitale «naturale» – allocato in buona parte nel sud d’Italia, ma esteso anche al centro e al nord – in grado di valorizzarne l’interregionalità e i forti legami con tutto il Mediterraneo. Oggi la riscoperta del Mare Nostrum, le potenzialità turistiche dei territori interessati, il rinnovato impegno a favorire lo sviluppo del Mezzogiorno suggeriscono al Parlamento di costruire un intervento organico che, insieme alle regioni e agli enti locali, recuperi un tessuto di
fruibilità degli inestimabili tesori esistenti, riportandoli al loro antico splendore, alla loro giusta collocazione storico-culturale e alla piena accessibilità pubblica. Il presente disegno di legge reca dunque disposizioni che favoriscono la concretizzazione di interventi finalizzati alla salvaguardia ed alla valorizzazione culturale, storica ed archeologica, museale e turistica dell’antica area della Magna Grecia, in grado di coadiuvare la destinazione di risorse dell’Unione europea alle regioni del Mezzogiorno. A tal fine, si prevede innanzitutto l’individuazione geografica dei territori ricompresi, per ciascuna regione, nella denominazione «area della Magna Grecia» (articolo 2). Con riferimento a tali territori si individua un insieme di interventi (articolo 3), finalizzato alle seguenti attività prioritarie: a) finanziamento, anche in concorrenza con le regioni e i comuni interessati, degli interventi per il recupero degli edifici di interesse storico, artistico e ambientale e dei beni storico-testimoniali esistenti sul territorio, per il completamento e la manutenzione delle strutture già esistenti e per la creazione di nuove strutture ricettive e turistiche, nell’ambito di progetti di
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